custode della cultura europea

 

Un borgo medievale che incanta e affascina i viaggiatori tra cinema moderno e leggende antiche, nel cuore dall’Alta Val Trebbia, definita da Hemingway “la valle più bella del mondo”.

 Un borgo tutto da scoprire tra cultura e natura, tanto da far parte sia dell’Associazione Borghi più Belli d’Italia, che di quella Bandiere Arancioni

Un luogo magico, le cui origini si perdono nei secoli e la cui storia è strettamente intrecciata a quella della celeberrima Abbazia di San Colombano e del suo leggendario Ponte Gobbo o Ponte del Diavolo

Una terra di confine tra ben quattro regioni, adatta agli amanti della cultura, della natura e dello sport.Visitare il borgo di Bobbio è come fare un salto nel medioevo, e rivivere a distanza di anni il prestigio dei fasti di cui questo territorio ha goduto.

Un angolo remoto dell’Appennino, che grazie alla fede e alla lungimiranza di un monaco irlandese, è diventato il cuore pulsante della cultura religiosa medievale in Europa

 

L'abbazia
Il Ponte

Castello Malaspina e cattedrale

Da Piazza San Colombano si può raggiungere il trecentesco Castello Malaspina-Dal Verme che con il suo poderoso mastio quadrangolare domina il borgo. Accanto i resti della medievale Torre del Vescovo.

Riscendendo non può mancare la visita al piccolo salotto di piazza Duomo, coronato da portici, e alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui facciata risale al 1463, mentre le due torri laterali sono originali del 1075. All’interno un mix di stili: dalle navate decorate in stile neogotico-bizantino agli affreschi trecenteschi.

Per immergersi nelle meraviglie romane, longobarde e carolingie tappa imprescindibile è il Museo dell’Abbazia, allestito nei locali dell’antico scriptorium, che presenta reperti legati sia alle vicende del monastero che della cittàRestano poi da vedere il duecentesco Monastero di San Francesco con chiostro cinquecentesco, il palazzo detto “della regina Teodolinda”, il duecentesco Palazzo Brugnatelli, l’antica contrada di S. Giuseppe con edifici in pietra del 1100 e il Mulino Ocelli. Da visitare prima di lasciare il borgo anche il Santuario della Madonna dell’Aiuto, edificio barocco a navata unica costruito nel 1640 su una chiesa del ’400

ponte gobbo e abbazia di San Colombano

Partiamo dal suo simbolo, il ponte Gobbo, tra i più interessanti da visitare in regione.Forse di origine romana, certamente esistente nel periodo longobardo, giacché di là dal ponte si sfruttavano le saline ed esisteva una fornace, attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari. Fatto completamente in pietra, presenta rifacimenti successivi e sovrastrutture barocche. Da lì, oltre ad ammirare le sue linee sinuose si può ammirare lo skyline del borgo.

Proseguiamo con il luogo che ha dato principio alla fama di Bobbio, ovvero l’Abbazia. Quella fondata dal monaco benedettino fu costruita dove ora sorge il castello e fu spostata nel luogo odierno nel IX secolo dall’abate Agilulfo.Sull’edificio proto-romanico è poi sorta, tra il ‘400 e il ‘500, l’attuale basilica. Due le cose da ammirare assolutamente: il mosaico, pavimentazione originaria della basilica di Agilulfo, vero e proprio tappeto di preghiera per i fedeli dove si trovano scene bibliche e i mesi dell’anno e il sarcofago di San Colombano nella cripta. Di sicuro è un luogo dove si respira ancora un’atmosfera di estrema pace.

Sulla Tavola

 

 

In Val Trebbia mangiar bene è una certezza un po’ come in tutta l’Emilia Romagna: per un menù tipico a km 0 ecco la nostra proposta.Antipasto di salumi con le 3 D.O.P. (coppa, pancetta e salame), tris di primi con maccheroni alla bobbiese, malfatti (gnocchetti composti da ricotta e bietole e cotti al forno) e pinoli, bis di secondi con il brachettone (salume da cuocere realizzato con la spalla del maiale servito spesso con polenta, pure o legumi) e le lumache alla bobbiese.

 

Come dolce il croccante fatto con mandorle e zucchero a forma di cestinoIl tutto “innaffiato” da una delle oltre 20 etichette Doc dei Colli tra le botteghe del centro storico vi accorgerete che oltre ai salumi la gastronomia locale nobilita anche funghi porcini e tartufi.

 

Le Tradizioni