Abitato fin dal paleolitico

Il  magnifico  e  strategico  sito  ove  ora  sorge  Travo fu   abitato  già  dal  paleolitico.  In  tempi  antichi,  adoratori  del dio   Pan,  adepti  di  minerva  e  popolazioni celtiche   dedite  a  misteriosi  rituali  psicomagici  lo e lessero  a  domicilio.  Ancora  oggi  il  viaggiatore  attento,  ammirando  il  paesaggio  mozzafiato  dalla  cima  della  Pietra  Perduca,  sacra  ai  fedeli  di  Pan,  e  le  tre  rarissime  specie  di  tritoni  che  sguazzano  indisturbati  nello  stagno  in  cui  maestosa  si  rispecchia,  può  percepire  il  carattere  magico-mistico del   luogo.  

  Incerta  è  l’origine  del n ome Travo  .  Forse  tributo  al  condottiero  di  stirpe  gallica Triverio  ,  che    si  stabilì  con  le  sue o rde.  Forse  retaggio  dell’antica  pratica  del guado   del  Trebbia  a  mezzo  di  travi  e  tronchi  chiamati  trabes  in   latino.  Certo  è  che  la  presenza  del  pescoso  fiume  Trebbia,  un  clima  temperato, l’assenza   di  afa  o  nebbia,  una  terra  fertile  e  le  foreste  ricche  di  cacciagione  lo  resero u n  luogo  ideale  all’insediamento.   

Ancora  nel  quarto  secolo  Travo  e  i  villaggi vicini   erano  abitati d a  popolazioni  dedite  a  svariati  culti  pagani,  probabilmente  responsabili  dell’atroce  martirio  di  Sant’Antonino,  pioniere  del  cristianesimo  nella  zona.  

In  seguito  la  privilegiata  posizione  nel  mezzo  della  Val  Trebbia,  frequentatissima  via  commerciale  fra  la P ianura  Padana  e  il  mar  Tirreno,  fece  di   Travo  un  centro  di  grande  importanza  per  il  Papato.  Ancora  oggi  possiamo  ammirare  almeno  una  quindicina  di  costruzioni  religiose  di grande   pregio  edificate  fra  il  decimo  e  diciottesimo  secolo,  così  come  altrettanti  castelli  torri  ed  edifici  militari  di  varie  epoche.   

 

 

sulla Tavola

n paese e nei dintorni, lungo il percorso della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, si possono degustare i prodotti tipici locali con marchio DOP, DOC e IGP.

I  travesi,  apprezzatissimi  da  tutti  i  piacentini  per  l’innata  simpatia,  i  modi  squisiti,  il  coraggio  e  la  lungimiranza  antoniana  nonché  la  vitalità  bucolica  del  dio  Pan,  vi  stupiranno  con  la  loro  proverbiale  accoglienza.  I  prodotti  locali  e  i  piatti  tipici, preparati  con  la  sapienza  della  dea  Minerva,  vi  incanteranno  proiettandovi  in  una  fiaba  reale…  come  in  tutti  i  nostri  viaggi.